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Archive for the ‘Diagnostica’ Category

  • Benessere della Donna

    Date: 2013.05.16 | Category: Diagnostica | Response: 0

      Cambiano i tempi e, con essi, sono cambiati anche i comportamenti femminili nella società moderna. Con programmi di lavoro sempre più stressanti, un sacco di donne soffrono di stanchezza, mancanza di ferro, disequilibri ormonali e cambiamenti d’umore.

    Il risultato? La pelle perde tonicità, soffre e, a volte, invecchia precocemente. Ecco un piccolo prontuario per la salute femminile e una rassegna di erbe e frutti che agiscono specificamente sulle donne – prevenendo la sindrome premestruale, migliorando l’umore, o semplicemente aiutando a mantenere la pelle in buono stato.

    Olio di primula della sera

    In un certo momento, in qualche punto dell’Europa, le salutari proprietà dell’olio di primula della sera, per i disturbi della pelle e le ferite della carne, fecero uno scalpore tale da guadagnarle il nome di “re di tutte le cure”.

    Riduce le infiammazioni, previene il coagularsi del sangue e il colesterolo, allevia alcune forme di stress ormonale. È benefico per chi ha la pelle secca e aiuta le donne in menopausa. È anche popolare come tonico per il fegato ed è un ottimo “dopo sbornia”.

    Angelica cinese

    È stata chiamata il “ginseng delle donne”. È un’erba cinese usata per alleviare lo stress quotidiano e la fatica mentale. È un’erba riscaldante; quindi non va presa in caso di indigestione, febbre, ecc.

    Popolare come tonico per il sangue, l’angelica aiuta a regolarizzare il ciclo e combatte l’anemia. Riduce la pressione del sangue, aiuta il fegato, il sistema nervoso centrale, i disturbi cardiovascolari e le infezioni urinarie.

    Mirtillo nero

    Rinvigoritevi con un po’ di succo di mirtillo! Le ricerche dimostrano che il mirtillo nero aiuta nel prevenire le infezioni del tratto urinario. Raccomandato anche per rimuovere le tossine dal sangue. Non solo il frutto e il succo sono buoni, ma sono ottimi antiossidanti senza effetti collaterali.

    Aloe vera: il rimedio per la pelle

    Spesso utilizzata nei trattamenti per la pelle (alla quale dona elasticità), in caso di scottature, pelle secca e rafforza il sistema immunitario.

    Calcio

    L’assimilazione dipende anche dagli ormoni. Le donne oltre la menopausa hanno maggiori possibilità di soffrire di osteoporosi, non per mancanza di calcio ma perché mancano degli estrogeni necessari al suo assorbimento. Le migliori fonti di calcio sono il latte e i suoi derivati, la soia e i vegetali a foglie verdi.

  • Il Parto

    Date: 2013.05.16 | Category: Diagnostica | Response: 0

    E’ il grande giorno, atteso e temuto per 9 mesi: il parto. Cosa ti aspetta? Quanto durerà? Farà male? eccoti le fasi del travaglio e del parto per aiutarti ad accogliere tuo figlio…


     Dove Partorire

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    Scegliere la maternità giusta, esprimere i propri desideri…. Progettare il proprio parto è importante, soprattutto quando la scelta ricade su un tipo di parto “alternativo”. A casa o in ospedale, in acqua o sul lettino: informati per scegliere il parto che fa per te in conoscenza di causa.

     Parti prematuri

    Parti prematuri Quando il travaglio comincia prima della 37a settimana, si parla di parto prematuro. Cosa succede in questo caso? Quali sono i rischi per me e per il bambino?

     

     

    I sintomi del travaglio

    Il travaglio è cominciato… Forse. Ma come esserne certa? Scopri quali sono i sintomi che devono farti pensare che il travaglio è cominciato!

     

     

     

     

    Metodi per il dolore

    Metodi per il dolore Il travaglio può essere molto doloroso, ma esistono metodi che ti permettono di soffrire meno e di affrontare il parto con maggiore serenità.

     

     

    I momenti del parto

    I momenti del parto Come si svolge il travaglio? Scopri tutto quello che c’è da sapere su come si svolge la nascita del tuo bambino, le trasformazioni che subisce il tuo corpo e le fasi che dovrai…

     

     

    Il termine è scaduto

    Il termine è scaduto Il bambino è in ritardo e non ne vuole sapere di nascere: esistono vari tipi di induzione che permettono di accelerare le cose. E se decidi di lasciare che la natura faccia il…

     

     

    Gli uomini e il parto

    Gli uomini e il parto In sala parto on il sala d’attesa, attivo o passivo, partecipe o indifferente, il ruolo del padre del bimbo a venire durante il parto è importante. Scopri grazie al nostro…

    Il parto assistito

    Il parto assistito A volte le cose non vanno come previsto e, nonostante la madre faccia del suo meglio, il bambino non vuole saperne di uscire. Esistono vari metodi che permettono di estrarre il…

     

     

    Il parto cesareo

    Il parto cesareo Può capitare che il cesareo sia una soluzione di emergenza, quando le cose non vanno per il verso giusto. Spesso però, la morfologia della mamma o le esigenze di quest’ultima…

     

     

    Parto: quando qualcosa va storto

    Parto: quando qualcosa va storto Può succedere che durante il parto non fili tutto proprio liscio: nonostante la percentuale dei casi in cui le cose non vanno per il verso giusto sia bassa, conviene essere…

     

     

    Qual è la tua data presunta per il parto?

    113582245wideSei incinta, evviva! Sai già che la gravidanza dura nove mesi… ma sarà poi la durata esatta? E a partire da quando…

     

     

    Preparazione al parto

    MD002577wideIl parto è il momento più importante nella vita di una donna.

  • Sintomi del Post Partum

    Date: 2013.05.13 | Category: Diagnostica | Response: 0

    Dare alla luce un figlio è senza dubbio una delle gioie più grandi per una donna, eppure in molti casi, nei primi giorni dopo il parto, la neomamma prova una profonda tristezza e scoppia a piangere all’improvviso, senza ragioni specifiche. Se il problema è tollerabile e si risolve nell’arco di circa una settimana, come quasi sempre avviene, non c’è nulla di cui preoccuparsi: si tratta del “maternity blues”, una reazione dell’organismo femminile determinata dal forte stress psicofisico associato al parto e dallo stravolgimento ormonale che esso comporta.
    A volte però le cose non sono così semplici e, anche se la donna nelle prime settimane di maternità si sente perfettamente in forma, dopo un periodo di tempo variabile da un mese a un anno dal parto può andare incontro a una vera e propria sindrome depressiva. Di solito, ciò si verifica in donne che già hanno sperimentato uno o più episodi di depressione unipolare in precedenza o che sono geneticamente predisposte a soffrirne senza saperlo. In Italia, sono interessate da questo disturbo circa 10-15 donne su cento.
    La depressione nel post-partum, anche se si manifesta in forma lieve o moderata, non deve mai essere trascurata perché, oltre a creare un serio disagio psicofisico alla mamma, può interferire anche con le possibilità di accudimento del bambino. Se ci si accorge di essere particolarmente giù di tono, di sentirsi angosciate o non all’altezza del proprio ruolo di madre, di ritrovarsi a piangere spesso senza motivo, dormire male, mangiare troppo o troppo poco e avere costantemente pensieri negativi è importante segnalare il problema al medico di fiducia.

    Fattori che possono aumentare il rischio di depressione nel post-partum

    • Aver sofferto di disturbi psichici in precedenza
    • Presenza di caratteristiche della personalità, predisponenti alla depressione
    • Comparsa di disturbi psichici durante la gravidanza
    • Insorgenza di maternity blues in occasione di gravidanze precedenti
    • Soffrire di sindrome premestruale intensa
    • Intraprendere la gravidanza in giovane età

    Avvertenze
    Se una donna soffre di disturbi depressivi non deve rinunciare alla gravidanza, ma deve essere consapevole che il periodo successivo potrà essere particolarmente critico. Per prevenire disagi eccessivi, dovrà segnalare la sua intenzione di avere un figlio, oltre che al medico e al ginecologo, anche allo psichiatra che la segue per il disturbo depressivo di base e programmare con lui una terapia profilattica indirizzata a minimizzare la probabilità che la depressione nel post-partum si instauri in modo troppo severo. Ciò comporterà la necessità di assumere farmaci antidepressivi subito dopo la nascita del bambino e, quindi, la rinuncia ad allattare al seno.

    Sintomi e Diagnosi
    I sintomi della depressione nel post-partum sono sostanzialmente gli stessi della depressione unipolare poiché si tratta a tutti gli effetti della medesima patologia, con l’unica particolarità che in questo caso è la nascita del bambino ad agire da evento scatenante.

    • Umore depresso per gran parte della giornata, non motivato da ragioni specifiche gravi.
    • Significativo calo di interesse nelle attività abituali e incapacità di trarre piacere da circostanze o situazioni di norma stimolanti e gradevoli.
    • Diminuzione o aumento significativi dell’appetito, spesso associati a notevole perdita o aumento di peso (oltre 5 kg), non giustificati da diete o patologie specifiche.
    • Difficoltà ad addormentarsi o a dormire un numero sufficiente di ore (risvegli ripetuti durante la notte o all’alba) o, al contrario, aumento del bisogno di dormire, anche durante il giorno.
    • Sensazione di agitazione e ansia o, al contrario, rallentamento dei movimenti e dei riflessi.
    • Facile affaticabilità e/o mancanza di energia non giustificata.
    • Calo dell’autostima e della fiducia nelle proprie capacità; senso di colpa persistente e immotivato.
    • Diminuzione delle capacità di concentrazione e dell’efficienza intellettiva (nello studio, sul lavoro ecc.); difficoltà a prendere decisioni che di norma non comportano problemi.
    • Calo del desiderio sessuale.
    • Irritabilità o frustrazione.
    • Pensieri di morte ricorrenti, ideazione suicidaria o tentativi di suicidio.
    • Pianto immotivato, una o più volte al giorno.
    • Problemi fisici privi di cause riconoscibili e che, spesso, non rispondono alle terapie di norma utilizzate per contrastarli (dolore articolare, mal di testa, crampi addominali, disturbi digestivi, vertigini ecc.).

    Per poter affermare di essere di fronte a una depressione nel post-partum, i sintomi citati devono comparire a distanza di 1-12 mesi dalla nascita del bambino, essere di intensità tale da interferire con le attività quotidiane e non essere legati ad altri fattori esterni (per esempio, un lutto o altro evento traumatico recente, assunzione di droghe o farmaci) o patologie specifiche.

    Trattamento
    Il trattamento della depressione nel post-partum si basa principalmente su interventi di tipo farmacologico analoghi a quelli utilizzati in caso di depressione unipolare, affiancati da strategie di supporto indirizzate a migliorare la qualità di vita della donna e metterla nelle condizioni ottimali per superare il periodo critico.

    Terapia farmacologica
    I farmaci più utili contro la depressione nel post-partum sono gli antidepressivi, ormai disponibili in numerose formulazioni e varianti di dosaggio che il medico può scegliere in relazione alla tipologia e alla gravità del disturbo presente e alle caratteristiche del paziente. I farmaci antidepressivi sono rimedi affidabili ed efficaci nella stragrande maggioranza delle pazienti. Tuttavia, dal momento che la risposta alle diverse molecole può variare molto da persona a persona potrà essere necessario provare due o tre farmaci differenti prima di riuscire a individuare l’antidepressivo più adatto nel singolo caso.  Per poter stabilire se il farmaco antidepressivo scelto è efficace bisogna assumerlo per almeno 2-3 settimane perché l’effetto terapeutico diventa evidente soltanto dopo un certo tempo di assunzione regolare, ai dosaggi indicati dal medico.
    Le principali classi di antidepressivi attualmente in uso comprendono composti di nuova generazione, come gli inibitori del riassorbimento della serotonina (SSRI) e della noradrenalina (SNRI) e gli inibitori del riassorbimento della noradrenalina e della dopamina (NDRI), e altri in commercio da più tempo, come gli antagonisti/inibitori del riassorbimento della serotonina (SARI) e altri antidepressivi atipici, i triciclici (TCA) e gli inibitori delle monoamino ossidasi (I-MAO). Rispetto a TCA e I-MAO, gli antidepressivi di nuova generazione sono caratterizzati da una maggiore maneggevolezza d’uso, minori controindicazioni ed effetti collaterali più lievi o assenti.

    Strategie di supporto
    Il marito e i familiari in genere possono fare molto per aiutare la neomamma affetta da depressione nel post-partum a superare il periodo critico.  In primo luogo, dal momento che il sonno ha un’influenza notevole sul tono dell’umore, si dovrà organizzare l’accudimento del bambino in modo che la mamma possa dormire tranquilla per almeno 6-8 ore ogni notte. Quindi, dovranno essere il marito o una persona di supporto ad alzarsi per dare da mangiare al bambino o calmarlo se piange durante la notte.   Anche di giorno, poi, la mamma andrà aiutata, cercando di alleviarle il carico di lavoro e lo stress associato alla cura del bambino o alla gestione della casa ed evitando di farla stancare eccessivamente. Un altro aspetto importante è mantenere un atteggiamento sereno e non farle pesare gli effetti che la sua condizione può avere sul menage familiare.
    Per quanto possa sembrare strano, almeno in una prima fase, la donna con depressione nel post-partum (come tutti i pazienti depressi) non deve essere stimolata a dedicarsi ad attività generalmente ritenute piacevoli, come per esempio passeggiare, fare shopping o andare al cinema. Finché l’effetto dei farmaci antidepressivi non si è consolidato e l’umore non migliora, la persona depressa non è in grado di reagire in modo positivo alle sollecitazioni: spronandola a impegnarsi in una qualsiasi attività, non si fa altro che peggiorare la situazione, facendola sentire ancora più inadeguata.
    A scopo preventivo e, insieme ai farmaci, durante l’episodio depressivo, per la mamma può essere utile avvalersi di un supporto psicologico o partecipare a gruppi di auto-aiuto in cui donne affette da depressione nel post-partum o a rischio di svilupparla mettono a confronto le proprie esperienze.

    Fonti

  • Indagine Diagnostica

    Date: 2013.05.13 | Category: Diagnostica | Response: 0

     


      

     

    GLI ESAMI SPECIFICI IN GRAVIDANZA

    • Amniocentesi

    • Fertiloscopia

    • Amnioscopia

    • Funicolocentesi (Cordocentesi)

    • Cardiotocografia

    • Isterosalpingografia

    • Colposcopia

    • Laparoscopia

    • Ecocardiografia Fetale

    • Translucenza nucale

    • Ecografia

    • Velocimetria Doppler
      delle arterie uterine

    • Ecografia fetale morfologica

    • Villocentesi

    • Ecografia 3D e 4D

    •  


    GLI ALTRI ESAMI

    • Angiografia

    • Radiografia

    • Eco-Doppler

    • Radioscopia

    • Elettrocardiogramma

    • Risonanza Magnetica Nucleare

    • Elettroencefalogramma

    • Scintigrafia

    • Endoscopia

    • SPECT

    • Mammografia

    • TAC

    • Mineralometria
      Ossea Computerizzata

    • Termografia

    • PET

  • La Dolce Attesa

    Date: 2013.05.13 | Category: Diagnostica | Response: 0

    Durante la Gravidanza Il corpo della Donna subisce diverse Trasformazioni.
      “Una di queste risulta il peso corporeo” 

    L’aumento di peso L’aumento del peso corporeo è un fenomeno praticamente obbligatorio in gravidanza, determinato non solo dal peso del feto, della placenta, del liquido amniotico e dell’utero (che in totale arrivano a circa 6 kg), ma anche dalla ritenzione di liquidi e dalla deposizione di grassi nei tessuti, per la particolare situazione ormonale della gestazione.

    Cosa determina l’aumento
    del peso materno a termine di gravidanza

    Feto

    3.400 grammi

    Utero

    1.000 grammi

    Placenta

    600 grammi

    Mammelle

    400 grammi

    Liquido amniotico

    800 grammi

    Sangue materno

    1.300 grammi

    Liquidi + grassi

    4.500 grammi

    Totale

    12.000 grammi

    Proprio per questo motivo l’incremento comincia a verificarsi già dalle prime fasi della gestazione, quando il feto pesa solo pochi grammi. Non sempre l’aumento è graduale, ma può essere più accentuato in certi periodi rispetto ad altri. Ad esempio, nelle donne che hanno nausea e vomito durante i primi tre mesi, il peso non aumenta o addirittura diminuisce; ma quando la nausea cessa vi può essere una crescita anche di 3÷4 chili in un solo mese. A termine di gravidanza è consigliabile non superare i 12 chili, perché si è visto che un incremento eccessivo favorisce la comparsa di disturbi e complicazioni, quali gestosi, diabete e parto pretermine. Perciò, se ci si accorge che si sta ingrassando troppo, è opportuno osservare una dieta bilanciata, eliminando i dolci, riducendo i farinacei e i grassi.

    L’addome e i genitali esterni
    Nel corso della gravidanza l’utero aumenta di circa 700÷1000 volte il suo volume. Normalmente esso è lungo, dal fondo al collo, circa 7 cm; al IIIº mese diventa 9 cm, al Vº 20, al VIIº 28 e al IXº 33 cm. Al IVº mese anche la mamma riesce a sentirlo al di sopra del pube, mentre al Vº il fondo dell’utero raggiunge l’ombelico (e tutti lo vedono!) e alla fine della gravidanza arriva fino alle coste. E’ proprio lo sviluppo dell’utero che determina la classica silhoutte delle donne in “dolce attesa”. Il maggiore afflusso di sangue a livello pelvico determina una colorazione bluastra delle mucose genitali, un aumento della secrezione vaginale e una dilatazione delle vene emorroidarie.

    Le mammelle
    Anche le mammelle aumentano molto di volume, già dal Iº mese di gravidanza e, per effetto della gran quantità di estrogeni circolante nel sangue, si ha anche una dilatazione delle vene sottocutanee. Di solito il seno è anche molto sensibile e dolente, soprattutto all’inizio. I capezzoli e l’areola mammaria diventano più grossi e più scuri e compaiono piccoli rilievi (tubercoli di Montgomery), causati dall’aumento di volume delle ghiandole sebacee. In molti casi, già dal 2÷3º mese, può comparire una secrezione di un liquido giallognolo, il colostro, che persiste fino a dopo il parto, quando arriva la vera e propria montata lattea.

    La cute
    In molte donne, soprattutto quelle con capelli neri, dal 4º mese compaiono zone di pigmentazione scura della cute (cloasma gravidico), soprattutto sulla fronte, gli zigomi e il naso. Inoltre sull’addome, al posto della linea alba compare una linea scura che va dal pube all’ombelico (linea nigra); questa si attenua fino a scomparire nel giro di qualche mese dopo il parto. In gravidanza vi è, inoltre, una crescita maggiore delle unghie e dei capelli. Questi ultimi, essendo in numero eccessivo, vengono perduti soprattutto durante il puerperio, fatto che determina un’apprensione superflua nella donna.

    Il cuore, durante la gravidanza, va incontro ad un aumento costante del suo lavoro sia per l’incremento del volume del sangue circolante, sia per l’innalzamento della frequenza cardiaca. Per questi motivi è facile avvertire palpitazioni e affaticamento. Inoltre compaiono alcune alterazioni dell’elettrocardiogramma, legate allo spostamento verso l’alto dell’organo, che sono del tutto normali.

    La pressione arteriosa subisce in genere un modica riduzione della massima e un più marcato calo della minima; un lieve incremento può essere invece normale nelle ultime settimane. In posizione sdraiata i valori scendono ulteriormente e possono abbassarsi drasticamente in posizione supina, per compressione da parte dell’utero sulla vena cava e sull’aorta. Soprattutto nel IIIº trimestre si verificano dei veri collassi, che si risolvono immediatamente ponendo la donna sul fianco sinistro. Ricordiamo che i valori normali della pressione in gravidanza sono 140 mm di mercurio per la massima (pressione sistolica) e 90 mm per la minima (pressione diastolica).

    L’aumento della pressione venosa, nelle persone predisposte, agisce soprattutto sulle gambe e sul retto, determinando edemi, varici e dilatazione delle vene emorroidarie.

    L’apparato digerente è il sistema che risente maggiormente dell’azione degli ormoni e della crescita dell’utero. Frequente è l’aumento della sete e dell’appetito, tranne nei casi di iperemesi gravidica; spesso insorge una sorta di predilezione o avversione per alcuni cibi e odori. Le gengive facilmente sanguinano e si formano piccole escrescenze (epulidi) che regrediscono spontaneamente dopo il parto. Vi è un aumento della salivazione in parte reale, in parte dovuta alla mancata deglutizione della saliva per la nausea. Inoltre, il notevole rallentamento del transito intestinale comporta una digestione più lenta e l’insorgenza o l’accentuazione della stipsi.

    Anche il sistema nervoso centrale  subisce un’azione negativa: nel primo trimestre sono più frequenti l’ansia e la depressione, con una sorta di ambivalenza affettiva (amore/rifiuto) nei confronti del bambino. Questi sentimenti si attenuano nel periodo centrale della gravidanza, per poi ricomparire alla fine per le paure legate al parto e alla verifica dello stato di salute del proprio figlio.

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